Ripetere, fermare, immaginare l’esperienza. Cinema e costruzione del tempo in Prima della rivoluzione

Alessandro Marini






Abstract

Prima della rivoluzione, il secondo film di Bernardo Bertolucci, assorbe lo spirito dei tempi in una scrittura diseguale, apertamente costruita, esplicitamente autoriale, in cui la tradizionale compattezza dell’elemento tempo si sfalda e si frantuma nelle incertezze e nelle ossessioni dell’interiorità. Il saggio intende esplorare alcune sue sequenze in cui la dimensione temporale diviene percettibile, sottoposta alle pressanti sollecitazioni della fantasticheria e del rimpianto, a esprimere lo scacco dell’esperienza e il carattere illusorio della progettualità umana.