SEZIONE IV
Someone manufactured you, for a purpose. Razionalizzare il bizzarro







La quarta sezione raccoglie quei contributi che, seguendo strategie diverse, si prefiggono il compito di provare a mettere ordine nella materia sovrabbondante e apparentemente caotica di una creatività istintuale e para-razionale come quella di Lynch.
In The Good, the Bad and the Odd: A Cross-Semiotic and Systemic-Functional Insight into Twin Peaks Consonni si lancia in un’impresa ardimentosa: individuare, con un approccio che incrocia linguistica, semiotica, narratologia, le meccaniche strutturali che regolano tratti altamente iconici della serie. E che saremmo tentati, in prima battuta, di confinare al regno di una “creatività senza regole”: a partire da tutto ciò che è bizzarro, peculiare, stravagante. Cioè una parte cospicua dei personaggi, degli oggetti, dei luoghi, delle azioni delle prime due stagioni su cui il saggio si concentra. Troverete nel saggio anche alcune intuizioni eccitanti sulla natura dello sguardo dell’eroe: “Indeed, Agent Cooper is a seer of things. He is not a hunter of the truth. He is no master of darkness. (...) Agent Cooper, mystic detective, is a seer of what goes on beyond the visibility of things”.
Intelligente e preziosa è la riflessione offerta da Bellavita in Twin Peaks: The Return. L’alba della mythology series. Il terreno di analisi qui è la terza stagione, un oggetto così complicato da sfidare le catalogazioni usuali: l’autore propone non a caso di considerarlo come il primo esempio maturo di “serie mitologica”. Una modalità di racconto che da un lato pone allo spettatore sfide nuove, dall’altro impegna il suo creatore-demiurgo in uno sforzo se non catalogico almeno riassuntivo della propria poetica e delle proprie narrazioni pregresse.
In David Lynch et Mark Frost : Itinéraire d’une “Odyssée” télévisuelle Caruano ordisce una lettura affascinante, cercando di rintracciare una matrice addirittura omerica per Twin Peaks. Più specificamente, sotto il segno del lungo e tribolato ritorno a Itaca di Odisseo. Il terzo capitolo della serie – esso stesso vera e propria odissea produttiva – diventa così trasposizione e rilettura filosofica dell’antico testo greco. Mostrandosi capace di assumerne nuovamente alcuni tratti distintivi non solo narrativi ma anche formali e compositivi.