Cicatrici del logos. Miti e figure della vulnerabilità e della resilienza

Autori

  • Claudio Belloni

Abstract

Entro l'orizzonte mitico ricorrono immagini della lacerazione e della ricomposizione anche in tradizioni molto lontane tra loro, basti pensare alle figure di Osiride, Tammuz, Dioniso e Adone nelle religioni egizia, babilonese e greca. L’eccezione di Anteo mette in scena da un lato la resilienza bruta e muta che non conosce vulnerabilità, quella del gigante, appunto, dall’altro l’astuzia mediata dal pensiero e dalla parola di Eracle, il suo avversario. Tradizioni e culture diverse rielaborano i concetti di vulnerabilità e resilienza come racconti fondativi, che, secondo la Filosofia della mitologia di Schelling, non costituiscono nient’altro che la rappresentazione esteriore e figurata del processo interiore della genesi della coscienza umana. Questa dinamica di vulnerabilità e resilienza si ritrova anche nella tradizione biblica e cristiana, come testimonia il prosieguo della riflessione schellinghiana nella Filosofia della rivelazione. Il contributo ripercorre il susseguirsi delle rappresentazioni mitiche e religiose, seguendo il doppio filo conduttore della progressiva emancipazione del logos e della coscienza dal mutismo brutale del gigante Anteo fino alle figure soteriologiche di Dioniso e Cristo. La filosofia, secondo Schelling, è il frutto maturo e consapevole di questa lunga vicenda, che, peraltro, non si esaurisce ma si ripropone continuamente nella dialettica sempre rinnovata di vulnerabilità e resilienza della coscienza: “il filosofo che conosce il suo mestiere è il medico che ricuce e fa guarire con mano morbida, lenta le profonde ferite della coscienza umana”. Anche Adorno, pur con una maggiore consapevolezza dei limiti del pensiero e della sua terminologia, ribadisce che compito della filosofia è contrastare la propria vulnerabilità risollevandosi resiliente con le proprie forze e rimarginando pazientemente le ferite che essa stessa, col proprio lavoro, necessariamente produce.

Biografia autore

Claudio Belloni

Claudio Belloni (Milano, 1970), dottore di ricerca in Filosofia, è docente di “Storia e filosofia” al Liceo Bachelet di Oggiono (LC), di “Epistemologia” al Collegio Alberoni di Piacenza (Studio Teologico affiliato alla Facoltà di Teologia dell’Università S. Tommaso d’Aquino di Roma) e collabora con la cattedra di “Filosofia della religione” dell’Università degli Studi di Milano; è segretario della Direzione nazionale della rivista “Filosofia e teologia” e della Sezione Lombarda dell’AISFET (Associazione Italiana per gli Studi di Filosofia e Teologia). Tra le sue pubblicazioni – oltre a vari contributi su Adorno, Celan, Engels, T. Mann, Marx, Rosenzweig, Schelling – le monografie Filosofia e rivelazione. Rosenzweig nella scia dell’ultimo Schelling (Marsilio, 2002) e Per la critica dell’ideologia. Filosofia e storia in Marx (Mimesis, 2013).

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Pubblicato

31-12-2014

Come citare

Belloni, C. (2014). Cicatrici del logos. Miti e figure della vulnerabilità e della resilienza. Elephant & Castle, (10). Recuperato da https://elephantandcastle.unibg.it/index.php/eac/article/view/142