Punti compatti di un paesaggio genetico: gli asterischi nella poesia di Andrea Zanzotto e Paul Celan

Autori

  • Giulia Paloschi Università degli Studi di Bergamo

Parole chiave:

asterisco, apparition, Celan, Zanzotto, paesaggio poetico

Abstract

Prendendo le mosse dall’apparition, concetto su cui T. W. Adorno si sofferma in Teoria estetica, e legandolo, pur carsicamente, alla riflessione waterhousiana sul Genesis-Gelände e agli scritti di Roland Barthes sull’haiku giapponese, il presente contributo intende indagare tanto la dimensione materica quanto la valenza poietico-estetica che l’asterisco assume nei paesaggi poetici di Andrea Zanzotto e Paul Celan. L’obiettivo è dimostrare come, superando la bidimensionalità della propria veste tipografica, tale segno acquisisca la concretezza degli elementi del mondo naturale, prendendo finalmente parte alla morfogenesi di una Sprachlandschaft residuale, e nondimeno capace ancora di resistere alle catastrofi della Storia dell’uomo.

Biografia autore

Giulia Paloschi, Università degli Studi di Bergamo

Giulia Paloschi è dottoranda presso l’Università degli Studi di Bergamo. Il suo progetto di ricerca indaga, in un’ottica comparatistica, le dinamiche di resilienza e contaminazione che caratterizzano tanto i paesaggi umidi (lagune, estuari, paludi…), quanto la poiesi del verso nell’opera di Andrea Zanzotto, Alice Oswald ed Esther Kinsky. È inoltre membro del gruppo di ricerca “SINALEFE. Seminario Internazionale Permanente sulla Poesia Contemporanea”.

Pubblicato

15-12-2025

Come citare

Paloschi, G. (2025). Punti compatti di un paesaggio genetico: gli asterischi nella poesia di Andrea Zanzotto e Paul Celan. Elephant & Castle, (36), 168–178. Recuperato da https://elephantandcastle.unibg.it/index.php/eac/article/view/577

Fascicolo

Sezione

Articoli