Libidinal Landscapes
Exercising Sexuality as Queer World-Making in 1970s and 1980s New York
Parole chiave:
Queer, Landscape, World-building, AIDS, PiersAbstract
Questo saggio analizza come il paesaggio post-industriale di New York, e in particolare i moli abbandonati lungo il fiume Hudson, siano stati uno spazio cruciale per la formazione della vita comunitaria queer tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta del Novecento negli Stati Uniti. Fino alla loro demolizione, avvenuta al culmine della crisi dell’HIV/AIDS, i piers fungevano infatti da luoghi di ritrovo per uomini gay, persone trans e sex workers, che vi praticavano forme di sessualità spesso “non conformi”, capaci di mettere in discussione e reinterpretare i modelli eteronormativi imposti dalla società. Facendo riferimento al concetto di “eterotopia” elaborato da Michel Foucault, questo saggio esamina il significato sovversivo di tale paesaggio libidinale attraverso l’analisi di immagini omoerotiche realizzate ai moli da artisti come Alvin Baltrop, Leonard Fink e Frank Hallam — membri integrati della comunità e silenziosi cronisti delle sue pratiche.
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