Un’ibrida progenie semi-mostruoso-eroica. La non-rigenerazione e la metamorfosi del male nel "Beowulf" di Robert Zemeckis

Autori

  • Gabriele Cocco Università degli studi di Bergamo

Parole chiave:

Beowulf, Drago, Grendel, Non-rigenerazione, Progenie mostruosa

Abstract

Fra le riscritture dell’antico poema epico anglosassone Beowulf, l’omonimo film di Zemeckis si distacca dall’ipotesto per la reinterpretazione dei temi dell’alterità e della genitorialità. Il regista e gli sceneggiatori ricorrono all’ibridazione fra due stirpi letalmente incompatibili: i mostri sono il risultato dell’unione carnale tra la madre di Grendel e un eroe. Dall’incontro adulterino con Hrothgar è nato Grendel e dalla congiunzione con Beowulf prende vita il drago. Nel restituire l’epos antico-inglese al pubblico contemporaneo, il film presenta una realtà distopica in cui lussuriosi genitori de-eroicizzati perdono la propria prodezza cedendo alla seduzione del male veicolato dalla Madre di Grendel. Da quell’unione si generano delle creature proteiformi cresciute nella sete di vendetta verso il proprio genitore che le ha disconosciute. Per Zemeckis è un inevitabile ciclo catastrofico, che perdurerà sempre nella non-rigenerazione.

Biografia autore

Gabriele Cocco, Università degli studi di Bergamo

Gabriele Cocco insegna Filologia germanica all’Università di Bergamo. Il suo campo di indagine si concentra soprattutto sulla poesia gnomica e la letteratura cristiana dell'Inghilterra alto-medievale, con particolare attenzione all'influenza del monachesimo benedettino, della liturgia e del pensiero dei Padri della Chiesa nel corpus letterario anglosassone. Si è occupato della traduzione antico-inglese della Historia Apollonii regis Tyri. Ha condotto uno studio sul ruolo della liturgia nella poesia cristiana con Cynewulf’sThe Fates of the Apostles” and Death Liturgy (CLEUP 2019). È coautore del volume Le elegie anglosassoni. Voci e volti della sofferenza (con M.G. Cammarota, Meltemi 2020). La sua ricerca attuale verte su San Benedetto da Norcia nella produzione omiletica di Ælfric e, nell’alveo della temperie culturale della poesia cortese tedesca medievale, il Minnesang, sui Tagelieder di Wolfram von Eschenbach.

dettaglio di drago alato; tratto da un bestiario di fine tredicesimo secolo illustrato da un miniatore franco-fiammingo, Ms. Ludwig XV 4, fol. 94, conservato presso The J. Paul Getty Museum, Los Angeles, California

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Pubblicato

30-12-2023

Come citare

Cocco, G. (2023). Un’ibrida progenie semi-mostruoso-eroica. La non-rigenerazione e la metamorfosi del male nel "Beowulf" di Robert Zemeckis. Elephant & Castle, (31). Recuperato da https://elephantandcastle.unibg.it/index.php/eac/article/view/474