“Je crus d’ailleurs que nous avions traversé une barrière”: la porosità dei confini in "L’illusion poétique" di Ananda Devi
DOI:
https://doi.org/10.62336/unibg.eac.36.583Parole chiave:
porosità, sensi, corpo, paesaggio, ecopoeticaAbstract
La raccolta L’illusion poétique (2017) di Ananda Devi riunisce tre racconti precedentemente pubblicati che affronta il tema dei confini fisici, metafisici e sociali che allontanano i personaggi. Questo contributo analizza il passaggio dall’imposizione di una separazione netta alla porosità (Iovino 2014) tra personaggi e paesaggio. In particolare, i corpi diventano ibridi, composti, collettivi e utilizzano i sensi e specialmente la vista per aprire fessure e oltrepassare le barriere. Anche i paesaggi assumono un ruolo attivo interagendo con umani e non umani. Si costituiscono così spazi intermedi in cui i corpi e il paesaggio si compenetrano e si rinnovano.
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