“Je crus d’ailleurs que nous avions traversé une barrière”: la porosità dei confini in "L’illusion poétique" di Ananda Devi

Autori

  • Elisa Arecco Università di Genova; Université Savoie Mont Blanc

Parole chiave:

porosità, sensi, corpo, paesaggio, ecopoetica

Abstract

La raccolta L’illusion poétique (2017) di Ananda Devi riunisce tre racconti precedentemente pubblicati che affronta il tema dei confini fisici, metafisici e sociali che allontanano i personaggi. Questo contributo analizza il passaggio dall’imposizione di una separazione netta alla porosità (Iovino 2014) tra personaggi e paesaggio. In particolare, i corpi diventano ibridi, composti, collettivi e utilizzano i sensi e specialmente la vista per aprire fessure e oltrepassare le barriere. Anche i paesaggi assumono un ruolo attivo interagendo con umani e non umani. Si costituiscono così spazi intermedi in cui i corpi e il paesaggio si compenetrano e si rinnovano.

Biografia autore

Elisa Arecco, Università di Genova; Université Savoie Mont Blanc

Elisa Arecco è dottoranda in letteratura francese contemporanea e ecopoetica in cotutela con l’Università di Genova e l’Université Savoie Mont Blanc. La sua tesi analizza le modalità di relazione tra personaggi umani e non umani nella finzione francese dell’estremo contemporaneo. Ha partecipato a diversi convegni collegati a queste tematiche e ha pubblicato due contributi su Continuer di Laurent Mauvignier (La Torre di Babele, 2024) e su Villa Amalia e Les Solidarités mystérieuses di Pascal Quignard (Trasparenze, 2023).

Pubblicato

15-12-2025

Come citare

Arecco, E. (2025). “Je crus d’ailleurs que nous avions traversé une barrière”: la porosità dei confini in "L’illusion poétique" di Ananda Devi. Elephant & Castle, (36), 137–146. Recuperato da https://elephantandcastle.unibg.it/index.php/eac/article/view/583

Fascicolo

Sezione

Articoli