Walking the world
Corpo, spazio e paesaggio in Richard Long tra pratiche esperienziali e cartografia poetica
Parole chiave:
camminare, geografia critica, fenomenologia, antropologia del paesaggio, Richard LongAbstract
Non sono molte le opere capaci di raggiungere lo status di riferimento visivo e concettuale e di modificare le sorti della storia dell’arte e del pensiero. Una di queste è A Line Made by Walking (1967) di Richard Long. Essa inaugura una metodologia in cui l’atto del transito si traduce in segno, memoria e misura del territorio, istituendo un dialogo tra esperienza individuale e stratificazione geopoetica del paesaggio.
Il contributo si propone di analizzare il lavoro di Long intrecciando studi sulla fenomenologia del paesaggio, con particolare attenzione al concetto di “percezione ambientale” (Ingold 2000, Wylie 2007), teorie della mobilità e della camminata come pratica estetica e cartografie affettive e politiche dello spazio. L’analisi si basa su una lettura delle fonti primarie – opere, testi, interviste all’artista – e su un confronto con esperienze artistiche contemporanee che rileggono criticamente le relazioni tra territorio, corpo e potere, per individuare il lavoro di Long nell’ambito di una genealogia che, dal camminare come atto estetico, si estende alle pratiche artistiche che indagano le dinamiche di territorializzazione, spostamento e transitorietà.
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