Paesaggi metabolici. "Commons" e pratiche artistiche
Parole chiave:
Studi sul paesaggio, Arte, Società, Territorio, CommonalityAbstract
Guardato attraverso molteplici prospettive il paesaggio oggi è da considerarsi come un campo complesso d’indagine in cui l’intricata tessitura di questioni antropologiche, storiche, sociali e, non in ultima battuta, ecologiche (Ingold 1993, 2018) contribuisce a emancipare il paesaggio stesso dalla dimensione scopica. Riconoscere tale complessità ha permesso negli ultimi decenni di aggiornare i termini e gli strumenti disciplinari della progettazione del paesaggio. In particolare, l’arte contemporanea con progetti artistici che agiscono con pratiche performative, partecipative e transmediali ha rinnovato le direzioni progettuali, costituendosi come best practice nel territorio, e ha decostruito i termini delle discipline che determinano forme e significati del paesaggio. Il saggio approfondisce alcune pratiche artistiche che significativamente hanno contribuito a decostruire un’idea patrimoniale del paesaggio in direzione di un cambiamento del paradigma culturale che riposiziona il paesaggio nella dimensione di ciò che è comune. Il paesaggio inteso nelle sue implicazioni di commonality impone un cambiamento di prospettiva che implica il pensiero di una civiltà metabolica e cioè considera in modi radicalmente nuovi i rapporti tra umano e ambiente in termini co-evolutivi.
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